Cenni storici della "discesa del Beato", pezzo forte della 6° Gran Fondo Monte Cucco

La "discesa del Beato" è stata proposta sin dalla prima edizione della Gran Fondo Monte Cucco, è un suo tratto caratteristico, amato o odiato dai partecipanti, aspettato o temuto. Dal punto di vista tecnico è una discesa che parte da "Il Sasso" e porta a Costacciaro coprendo in soli 2.750 metri un dislivello di 530 metri: pendenza media 21%, massima 34%. Fondo pietroso, rocce taglienti ed ultimi 500 metri di single track tortuoso richiedono abilità di guida, velocità di percorrenza su fondi sconnessi ed occhio acuto alle insidie per le coperture. Ma la "discesa del Beato" per la popolazione di Costacciaro è ben altro. Questa strada è stata la prima costruita per salire al Monte Cucco, molti secoli fa, ed ancora nelle rocce ci sono ben scolpiti i segni del passaggio di carri e tregge. Lungo questa via, i Costacciaroli portavano greggi al pascolo, raccoglievano e riportavano legname salendo alla loro montagna. E è lungo questa via che il Beato Tommaso da Costacciaro (1262-1337), nato nella frazione di Costa S.Savino, tornava alla propria casa da una grotta sul Monte Cucco (vicino l'attuale eremo di S.Girolamo) dove visse in contemplazione eremitica per 49 anni. E è sempre lungo questa via che, è tradizione, il santo riposava su una sporgenza dalla roccia a forma di letto, appunto il "letto del Beato Tommaso", dove in corrispondenza dei punti nei quali il santo appoggiava mani, piedi e testa si possono ancora notare concavità della roccia, che la tradizione narra si siano formate per permettere al Beato Tommaso di riposare meglio. L'8 di giugno, durante la Gran Fondo Monte Cucco, nessuno si accorgerà del "letto del Beato Tommaso": saranno tutti impegnati ad andare veloci e a non forare. Ma per noi di Costacciaro, il fatto che si faccia la "discesa del Beato" ha un forte legame con le nostre tradizioni. CLIKKA sulla foto per ingrandire.